Trivelle, dopo le Tremiti anche in Veneto

Dopo il mare la terra…

così si legge sui principali quotidiani locali della provincia di Rovigo dove, dopo oltre 50 anni, si torna a parlare di metano, di trivelle e di ambiente. La scoperta di grossi giacimenti di metano risale ai primi anni ’60, ma le prime estrazioni mettono subito in evidenza un terreno inadatto, troppo paludoso e facile alla subsistenza, ossia all’abbassamento del suolo, con il conseguente innalzamento delle acque. Eppure oggi una società americana, la Aleanna Resources, chiede il permesso di trivellare per la ricerca di idrocarburi nel sottosuolo.

Fotovoltaico: Regione Veneto, Banca Etica a fianco degli imprenditori

In Italia, a seguito della recente approvazione del Decreto Rinnovabili, ci sono stati casi segnalati di banche che hanno letteralmente chiuso i rubinetti del credito con finalità di sostegno agli investimenti nel settore del fotovoltaico. Il rischio reale di “chiusura” del terzo conto energia tra poche settimane, e l’incertezza legata all’entità futura delle incentivazioni, ha infatti portato alcuni Istituti di credito a tirare i remi in barca nell’attesa che si faccia chiarezza.

Non è il caso di Banca Etica che si è apertamente dichiarata, nella Regione Veneto, a fianco degli imprenditori della filiera del fotovoltaico i quali, in particolare, hanno lanciato un messaggio forte e chiaro sul futuro del comparto. Il Veneto, infatti, è una delle Regioni più attive nella filiera del solare, ma con il Decreto Rinnovabili, senza modifiche, si rischia di mettere in ginocchio il settore con tutto quel che ne consegue in termini di ripercussioni economiche sul territorio.

Fotovoltaico, no ai pannelli sui terreni agricoli del Veneto

Il Consiglio Regionale del Veneto ha approvato l’emendamento alla legge finanziaria che vieta la proliferazione di impianti fotovoltaici su suolo agricolo. Il fermo alle installazioni dei pannelli sarà valido fino al 31 dicembre 2011.

“Un sollievo” per la Coldiretti Veneto ha dichiarato il presidente Giorgio Piazza che da sempre è impegnato per avere un piano energetico regionale che incentivi la produzione di energia pulita ma senza danneggiare l’agricoltura e senza deturpare con moduli solari selvaggi la pianura Padana.

Diossina, produzione uova veneta sicura

Ancora sull’allarme uova alla diossina. Il caso su un’eventuale emergenza sanitaria in Europa tiene banco da giorni. La minaccia ricordiamo ha come focolaio di origine la Germania a causa dei mangimi animali prodotti utilizzando biodiesel, e si è estesa dunque, dopo la chiusura di oltre 4700 allevamenti in Bassa Sassonia, ai mangimi ed ai prodotti importanti dal mercato agroalimentare tedesco.

In Italia le autorità sanitarie e le associazioni di agricoltori, come la CIA, hanno rassicurato i consumatori sulla scrupolosità dei controlli sulle merci importate e ancor di più sulla sicurezza del made in Italy. Già nei giorni scorsi si era parlato di un’importazione di uova davvero minima nel nostro Paese, a fronte di un’esportazione che invece è massiccia. Idem per il pollo.
Oggi interviene la Coldiretti Veneto, analizzando la situazione nella Regione, che è una grande produttrice di uova destinate al mercato nazionale.

Rifiuti speciali: Piano regionale di gestione nel Veneto

A breve, nella Regione Veneto, in materia di gestione dei rifiuti speciali, l’Amministrazione regionale si doterà di un apposito piano con l’obiettivo, tra l’altro, di poter ottimizzare i cicli produttivi. Ad annunciarlo è stato Maurizio Conte, Assessore regionale all’Ambiente della Regione Veneto, precisando, presso la sede della Provincia di Treviso, in concomitanza con la “Settimana europea per la riduzione dei rifiuti” che il piano regionale in materia di gestione dei rifiuti speciali sarà in grado di poter fornire sia i criteri, sia le indicazioni per la riduzione della produzione e della loro pericolosità.

Contestualmente, inoltre, si cercherà di ridurre al minimo il ricorso alla discarica attraverso un’operazione di ricognizione dell’offerta, ai fini del trattamento dei rifiuti speciali, tanto nella Regione Veneto quanto fuori dai confini regionali. Questo perché, proprio in accordo con quanto messo in risalto dall’Assessore nel corso del convegno, sui rifiuti speciali vige il principio comunitario e costituzionale della libera circolazione in virtù del fatto che a tutti gli effetti anche i rifiuti speciali sono in tutto e per tutto paragonabili ad una merce.

Bike sharing: incentivi Regione Veneto per la mobilità sostenibile

L’utilizzo del servizio di bike sharing, accompagnato ed associato alla presenza di parcheggi e di mezzi nei posti chiave, rappresenta una forma ed una risposta alla mobilità ancor più evoluta che nel Veneto l’Amministrazione regionale ha voluto sostenere ed incentivare con appositi stanziamenti.

A dichiararlo è stato Renato Chisso, Assessore alle politiche della mobilità del Veneto, sottolineando come il finanziamento della Regione abbia dato buoni frutti, e come presto si provvederà a riassegnare quegli stanziamenti che alcuni dei Comuni interessati alle incentivazioni per il bike sharing non le hanno potuto spendere.

Uva d’Oro, a Venezia l’agricoltura è eroica

Salvare dall’oblìo un antico vitigno è un’impresa eroica, in un momento di così grande crisi dell’agricoltura italiana, vessata dall’ingresso sul mercato di prodotti a basso costo, e diciamolo, spesso di pessima qualità, che primeggiano a scapito del made in Italy.
Siamo a Venezia, precisamente nella tenuta Venissa dell’isola lagunare di Mazzorbo, dove si è svolta ieri la prima vendemmia dell’Uva d’Oro o Dorona che, come anticipavamo, è un antico vitigno, veneziano e a bacca bianca, riportato alla vita dagli sforzi congiunti di Veneto Agricoltura, del Centro di Ricerca per la Viticoltura di Conegliano e da imprenditori privati che hanno scelto di investire, e di credere, nel vino di Venezia.

E di agricoltura eroica ha parlato il presidente del veneto, ex ministro delle politiche agricole, Luca Zaia, che ha partecipato alla vendemmia insieme, tra gli altri, al sindaco Giorgio Orsoni, al vignaiolo presidente della Biennale Paolo Baratta, ai produttori veneti di vino da uve autoctoni Gianluca Bisol e Giorgio Cecchetto delle omonime aziende e Raffaele Boscaini della Masi Agricola.

Comuni ricicloni: le piccole iniziative continuano a salvare l’Italia

riciclaggio

Come ogni anno Legambiente analizza i dati dei comuni di tutta Italia in base alle norme del riciclo (percentuale di raccolta differenziata, recupero dei rifiuti ingombranti, ecc.), suddividendo questa attività non solo in base alla locazione geografica, ma soprattutto in base al tipo di riciclo, da quello classico (carta, vetro) fino ai materiali del riciclo di “nuova generazione”, come i toner, le sorgenti luminose, oli vegetali, e tutti quei materiali che fino a pochi anni fa non si sapeva nemmeno che si potessero recuperare.

Il primo dato che salta all’occhio è che, com’era facilmente prevedibile, i cosiddetti comuni “ricicloni”, quelli cioè che applicano qualche forma di recupero dei rifiuti, sono aumentati di circa 200 unità, per la maggior parte alle due estremità della penisola, visto che al Centro sono passati da 41 a 42. Diminuisce il divario tra Nord e Sud, con i comuni settentrionali che nel 2008 rappresentavano l’89,5% dei ricicloni, ed invece oggi sono l’86,9% grazie ad un leggero recupero di quelli meridionali.

Sono le Regioni del Nord comunque le più virtuose, con uno strapotere del Veneto che contiene il 64% dei comuni con un buon tasso di raccolta differenziata rispetto al numero totale dei comuni della Regione. Sul podio troviamo Lombardia, ma con una percentuale di molto inferiore, “solo” 25,2%, anche se in termini assoluti è la Regione che ricicla di più con i suoi 389 comuni, e Friuli Venezia Giulia.

Menù a chilometri zero antiobesità, in Veneto e Calabria si può

Mangiare ecologico, economico, sano si può. E’ già realtà in due regioni italiane molto distanti tra loro ma accomunate da una legge che incentiva i menù chilometri zero. Parliamo del Veneto e della Calabria, che hanno scelto di premiare i ristoranti che acquistano prodotti locali, riducendo al minimo l’impronta ecologica.
La legiferazione sugli incentivi ai cibi chilometri zero è stata approvata dalle due amministrazioni regionali, grazie alla promozione di una raccolta di firme da parte della Coldiretti che incentiva la preferenza, in mense, fast food e ristoranti, di prodotti locali, al fine di porre un freno alle emissioni del trasporto alimentare e di combattere il caro-prezzi delle merci destinate alle nostre tavole.

I piatti impatto zero hanno un triplice vantaggio: prezzi contenuti, un pranzo completo viene a costare sui 25-30 euro circa; maggiore freschezza e qualità dei prodotti, non sottoposti a lunghi viaggi da un capo all’altro del mondo; poche calorie e maggiore impatto positivo sulla salute, dovuto all’utilizzo di meno conservanti e alla genuinità dei prodotti agricoli, molti dei quali biologici, non trattati e, soprattutto, di stagione.

Venezia in pericolo come New Orleans

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Venezia è la principale città del Veneto e dell’Italia nord-orientale, capoluogo della provincia omonima e della regione Veneto. È catalogata come patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.
La città è situata, insieme a numerose piccole isole, all’interno della Laguna di Venezia, nella parte nord-occidentale del Mare Adriatico. Il suo comune conta 268.741 abitanti, di cui 60.000 circa nella città vera e propria, 176.000 circa nelle città di terraferma Mestre e Marghera e nelle frazioni circostanti e circa 31.000 nelle varie isole della sua laguna.

New Orleans è la città principale dello stato della Louisiana, Stati Uniti d’America.
È un centro industriale e di distribuzione, un importante porto marino, ed è nota per la sua ricca eredità culturale, specialmente per la sua musica, per la sua cucina, e per il suo pittoresco carnevale (Mardi Gras).
La città si trova sulle rive del fiume Mississippi a circa 160 chilometri dal Golfo del Messico.
Al censimento del 2000, la popolazione della città era di 484.674 abitanti. Questa cifra non comprende i sobborghi di Jefferson Parish, Saint Bernard e di altre comunità confinanti; l’area metropolitana della Grande New Orleans ha una popolazione stimata di circa un milione di abitanti.
Le due voci di Wikipedia non sembrano evidenziare alcuna relazione tra le due città. Eppure sembra che condividano il medesimo destino.
Cos’hanno in comune Venezia e New Orleans ce lo spiega Gary Parker, professore dell’università dell’Illinois, affermando a gran voce che i due centri sono entrambi in grave pericolo, per le stesse ragioni.