Nuovo tornado in Oklahoma, altri 14 morti, oltre 100 feriti

Tornado Outbreak Slams Through OklahomaDopo il terribile tornado che il 20 maggio scorso aveva causato 24 morti in Oklahoma, nella stessa area è tornato ad abbattersi un nuovo distruttivo tornado che ha causato altri 14 morti. Piena emergenza negli Stati Uniti, la stagione degli uragani è ancora all’inizio.

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Tornado in Oklahoma, è colpa dei cambiamenti climatici

tornado oklahoma cambiamenti climaticiQuello di qualche giorno fa è stato il più potente tornado mai verificatosi negli Stati Uniti. In quello che viene definito “il corridoio dei tornado”, ovvero uno spazio nel centro del Paese in cui le correnti provocano spesso eventi del genere, la popolazione è abituata a catastrofi naturali, tanto che gli edifici hanno tutti una cantina-bunker in cui difendersi dalla forza della natura. Ma allora perché questa volta sono stati prodotti tutti questi danni?

2008: l’ottavo anno più caldo della storia

L’idea che il riscaldamento globale sia una bufala purtroppo sta diventando sempre più insignificante. La raccolta di dati sulla temperatura del globo, iniziata quasi 130 anni fa, ci racconta di una Terra a cui qualcuno ha appena aumentato il termostato, facendo risultare questo immenso forno sempre più bollente.

Il 2008 è stato, secondo le ricerche della NOA (National Climatic Data Center di Asheville), l’ottavo anno più caldo della storia. Non c’è da stare allegri. Infatti non possiamo essere contenti del fatto che l’aumento delle temperature non sia il più alto in assoluto, perché rispetto all’anno precedente la temperatura è ben più alta. Infatti l’incremento o il decremento delle temperature può essere dovuto a diversi fattori, e lo sbalzo di qualche centesimo di grado corrisponde a qualche corrente terrestre più o meno forte. Lì dove interviene l’uomo però è evidente: gli ultimi 10 anni della storia del pianeta sono stati i più caldi in assoluto. E qui non c’è corrente che tenga.

Nuovo Tornado in Usa, per ora già 19 morti

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Non solo Birmania. La ribellione della natura ritorna a colpire l’Occidente, e per la seconda volta in pochi mesi torna in America. Stavolta a farne le spese sono gli Stati dell’Oklahoma e Missouri, investiti da raffiche di vento a oltre cento chilometri orari e piogge di detriti.

Queste zone rurali sono più facilmente spazzabili dal vento, che si è portato via decine di abitazioni e lasciando centinaia di persone senza un tetto sulla testa. Dopo il suo passaggio si sono potute notare auto accatastate una sull’altra, pali dell’energia elettrica divelti, comunicazioni semi-interrotte, ma soprattutto 19 vittime (12 in Missouri, 7 in Oklahoma, di cui un bambino).

7 aprile: un primo passo verso la soluzione del riscaldamento globale

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Il 7 aprile prossimo, in tutto il mondo si terrà la giornata mondiale della Sanità, che avrà come tema “proteggere la salute dal cambiamento climatico“.
Il problema, sollevato dall’Onu e dall’Organizzazione mondiale della Sanità, si incentra sul fatto che le morti dovute al riscaldamento globale e all’inquinamento non riguardano più soltanto gli orsi polari, i pinguini o alcune specie di piante rare, ma comincia a coinvolgere anche l’uomo. Secondo le loro stime dall’agosto del 2003 ci sono state ben 44.000 morti dovuti alle ondate di caldo, e le nuove concentrazioni di popolazione in macro-zone hanno aumentato il diffondersi di malattie come la malaria. Ma anche le inondazioni (e non soltanto quelle dello Tsunami), siccità e tornado sono causati dai cambiamenti del clima, e anch’essi sono stati responsabili di decine di migliaia di vittime.

Ciclo di coltivazione delle piante e cambiamenti climatici: l’apoteosi del disastro

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Il terzo millennio è iniziato all’insegna dei cambiamenti globali del pianeta, provocati dall’uomo, nello sfruttamento sconsiderato delle risorse, nell’ignoranza completa di qualsiasi norma di rispetto della natura e dell’ambiente.
Conseguenza più evidente delle innaturali modifiche apportate dalla civiltà umana, il fenomeno dell’effetto serra, e i conseguenti mutamenti climatici che ne sono l’effetto immediato.

L’uso dei combustibili fossili ha alterato la composizione dell’atmosfera ed il ciclo naturale del carbonio. Attraverso il meccanismo della fotosintesi, l’anidride carbonica viene fissata dalle piante e ritorna in circolazione tramite processi di decomposizione; la combustione di petrolio, carbone e gas immette nell’atmosfera una quantità eccessiva di anidride carbonica accumulata in tempi geologici nel sottosuolo in miliardi di anni.

Tornado a Buenos Aires: colpa dei cambiamenti climatici?

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Mentre il mondo va avanti per la sua strada, i cambiamenti climatici mandano un altro segno della loro presenza: Buenos Aires, nel mezzo delle sua settimana di tempo pazzo, di piogge torrenziali e sole spaccapietre, ha visto un tornado passare sul Rio de la Plata, nelle zone limitrofe alla capitale.
Il fenomeno è raro nella zona e, sebbene nessuno abbia imputato il tornado ai cambiamenti climatici, si è avuto dopo l’estate più calda che la capitale Argentina ricordi. Senza parlare del fatto che lo scorso luglio ha invece nevicato abbondantemente, cosa che non succedeva da novant’anni.