Clima caldo con temperature medie ancora in crescita e prolungati periodi di siccità. Sono questi due degli elementi più preoccupanti sul clima italiano che emergono dall’undicesima edizione del rapporto ‘Gli indicatori del clima in Italia‘ redatto dall’ISPRA e pubblicato nelle scorse ore. I dati oggetto dello studio si riferiscono al 2015, un anno che ha registrato un nuovo record assoluto per la temperatura media annuale. Dati preoccupanti arrivano anche dall’analisi delle precipitazioni che sempre nel 2015 sono state inferiori alla media su quasi tutto il territorio nazionale anche per effetto di prolungati periodi di siccità. Anomalie del clima italiano che trovano riscontro anche in quadro generale che ha visto il 2015 battere ogni record in termini di temperatura media del globo.
riscaldamento globale
Artico in sofferenza per il riscaldamento globale
Equilibrio sempre più precario per l’Artico che risente in misura più intensa degli effetti del riscaldamento globale. A tornare su questo delicato argomento è un nuovo rapporto di Greenpeace denominato non a caso «What happens in the Arctic doesn’t stay in the Arctic» (Ciò che accade nell’Artico non resta confinato nell’Artico). Il documento mostra come gli effetti del cambiamento climatico siano più intensi nella regione artica causando una riduzione dei ghiacci e favorendo un ulteriore riscaldamento del mare. Questi effetti, spiega Greenpeace, non restano confinati alla regione polare ma producono effetti sull’equilibrio climatico di tutto il pianeta.
Riscaldamento globale, febbraio 2016 con temperature record
Lo scorso febbraio è stato un mese di forte anomalia per la temperatura terrestre con uno scostamento verso l’alto di circa 1,35 gradi rispetto ai valori medi del periodo 1951 – 1980. I dati arrivano direttamente dal Goddard Institute for Space Studies (GISS) della NASA le cui rilevazioni periodiche sono uno degli strumenti più preziosi per lo studio e la modellazione del riscaldamento globale.
Cop21, le reazioni all’accordo di Parigi sul clima
All’indomani dell’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici sono numerosi i commenti, le reazioni e le osservazioni arrivate da tutto il mondo. Se in generale il documento finale della Cop21 è giudicato come un passo importante per il contrasto al riscaldamento globale, restano aperti anche diversi dubbi legati soprattutto alla difficoltà di trasformare i principi emersi da Parigi in azioni concrete e coordinate.
Cop21, la Conferenza sui cambiamenti climatici tra speranze ed obiettivi ambiziosi
Fino al prossimo 11 dicembre Parigi ospita la XXI Conferenza delle Parti sul cambiamento climatico, anche nota con la sigla Cop21. La capitale francese riunirà i rappresentanti di gran parte dei paesi del mondo con l’ambizioso obiettivo di raggiungere un accordo vincolate sulla riduzione delle emissioni inquinanti ed il contenimento del cambiamento climatico.
L’impatto dei cambiamenti climatici sugli ecosistemi marini
L’Università di Adelaide, in Australia, ha condotto una ricerca sull’impatto dei cambiamenti climatici sugli ecosistemi marini e i risultati non sono affatto incoraggianti. Stando allo studio – che è basato
Scoperto nuovo gas serra, 7mila volte peggiore della CO2
Dal Dipartimento di Chimica all’Università di Toronto, in Canada, giunge la scoperta di un nuovo gas serra: il suo nome è perfluorotributilammina, più semplicemente Ptfba. Per la prima volta questo gas viene considerato per la sua influenza sull’effetto serra e il riscaldamento globale, il suo effetto è stimato come 7mila volte più grave rispetto alla CO2.
Mutamenti climatici, record negativo per i gas serra nel 2012
L’OMM, l’Organizzazione meteorologica mondiale, ha diffuso nuovi dati sui cambiamenti climatici e in particolare le emissioni globali di gas serra, rilevazioni relative all’anno 2012. Le emissioni 2011-2012 sono superiori alla media (già altissima) della decade di riferimento.
Riscaldamento globale, decade 2000-2010 più calda della storia
Il riscaldamento globale non è più una teoria da anni ma è realtà. Da quando sono stati fatti i primi rilevamenti della temperatura atmosferica globale, nel diciannovesimo secolo, è diventato evidente come la teoria delle oscillazioni della temperatura, quella cioè secondo cui per dei normalissimi processi naturali a volte fa freddo e a volte fa caldo, è stata confermata. L’anomalia però è dietro l’angolo e comincia a manifestarsi negli anni ’90 del secolo scorso quando, dopo 150 anni di combustione di carbone ed un secolo di petrolio, gli effetti sull’atmosfera si sono fatti più evidenti.
Google negazionista, principale sostenitore del senatore anti riscaldamento globale
Se c’è un paladino mondiale che si oppone strenuamente alla teoria del riscaldamento globale, questo è Jim Inhofe, senatore repubblicano che da anni, anche di fronte ad evidenze scientifiche, continua a ribadire che sia tutta una farsa. Questo pensiero è lecito, specialmente se proveniente da un politico americano di schieramente repubblicano, visto che questo partito ha sempre tenuto questa linea negazionista sin dal primo giorno. Ciò che stupisce è che uno dei principali sostenitori sembra essere Google, il colosso dell’informatica che a quanto pare ha finanziato, e continua a farlo, la campagna elettorale di Inhofe.
Il riscaldamento globale si può invertire
Una piccola speranza sul futuro del mondo arriva oggi da un gruppo di ricercatori svedesi della Chalmers University of Technology, i quali contraddicono la visione comune secondo la quale il riscaldamento globale è un processo che, una volta partito, non si può più fermare. Secondo questi scienziati con una politica aggressiva di eliminazione della CO2 e degli altri agenti inquinanti, la temperatura atmosferica può ancora essere abbassata.
Inquinamento, emissioni nel 2012 in aumento, ma ci sono segnali positivi
Arrivano segnali positivi ed altri negativi dall’ultimo rapporto stilato dall’Agenzia Internazionale per l’Energia (IEA), pubblicato con il nome di 2012 World Energy Outlook Report. Secondo quanto riporta l’agenzia, nel 2012 non siamo riusciti ad evitare l’incremento di CO2 emessa nell’atmosfera. I segnali positivi però sono prima di tutto che, rispetto agli anni precedenti, c’è stato un rallentamento, e poi che gli sforzi per combattere il riscaldamento globale cominciano a dare i propri frutti.
Estate a rischio, arrivano le meduse
Non bastava il maltempo, adesso l’estate 2013 è messa a rischio anche da un’altra minaccia: le meduse. Già da diversi anni, in particolare nel Mediterraneo, i bagnanti stanno trovando disagevole trascorrere qualche ora a mollo nel mare a causa della presenza sempre più massiccia delle meduse. Ma quest’anno gli arrivi dei banchi potrebbero battere qualsiasi record. A segnalare il disagio è Stefano Piraino, docente dell’Università del Salento, il quale in un sopralluogo che si è tenuto il 21 aprile scorso ha contato milioni di meduse nei mari del Sud.
Il riscaldamento globale ha causato 900 catastrofi naturali nel 2012
Il riscaldamento globale è probabilmente la peggior sciagura che poteva capitare all’umanità. A volte viene sottovalutato perché parlare di scioglimento di ghiacciai che non abbiamo mai visto e di innalzamento del livello dei mari di pochi centimetri può non fare la differenza per milioni di persone sulla Terra, e quindi se non abbiamo il disastro davanti agli occhi, siamo portati a non crederci o a pensare che tanto a noi non succederà mai. Ma non è così. Uno studio del Worldwatch Institute ha dimostrato che gli effetti del riscaldamento globale sono molto più concreti, e solo nello scorso anno si sono manifestati in quasi 900 catastrofi naturali.