Un sistema alimentare che conferma l’attenzione alla qualità, ma anche una rete di controlli che nel complesso si rivela efficace nel tutelare la salute ed i diritti dei consumatori. Potremmo riassumere in questo modo i risultati del rapporto “Controllo ufficiale sui residui di prodotti fitosanitari negli alimenti” relativo al 2014 e redatto dalla Direzione generale per l’igiene e la sicurezza degli alimenti e la nutrizione (DGISAN) del Ministero della Salute. Nei quasi 9 mila campioni analizzati la presenza di residui di trattamenti fitosanitari (tra cui rientrano anche i pesticidi) è risultata nei limiti di legge nella stragrande maggioranza dei casi con poche e limitate eccezioni.
olio
Raccolta differenziata olio
Raccolta differenziata olio
L’olio è potenzialmente uno dei più grandi agenti inquinanti a cui chiunque può accedere. Basti pensare che un litro di olio può inquinare un milione di litri di acqua per capire quanto sia pericoloso. Bisogna distinguere tra olio da cucina ed olio dell’automobile in fase di smaltimento, ma in quanto a pericolosità sono entrambi potenzialmente molto nocivi.
D’ora in avanti per olio da cucina intenderemo tutte le funzioni dell’olio, da quello residuo della frittura a quello d’oliva ormai non più buono, in modo da distinguerlo da quello per le auto.
Il biodiesel viene dal mare: le alghe produrranno benzina
Fino ad oggi si lavorava quasi esclusivamente sulla soia e altri vegetali per produrre biodiesel. Eppure da molte parti del mondo scientifico sta prendendo sempre più piede l’idea che le migliori produttrici di biodiesel sono le alghe. Si tratta di alcune delle prime piante nate sulla Terra. Sono fotosintetiche, come le piante terrestri, ma a differenza loro sono molto meno complesse.
Poiché alcune specie di alghe sono ricche di olio, la quantità di olio che si può raccogliere da loro è centinaia di volte superiore alla quantità di olio che si può ricavare dai tradizionali vegetali come la soia. Le alghe possono crescere anche in luoghi lontani dai campi coltivati e boschi, tanto che oggi si trovano comunemente anche sulle spiagge più pulite di tutto il mondo, e così facendo si ridurrebbero al minimo i danni causati agli ecosistemi nella catena alimentare.
Cibus 2008: a Parma scenari futuri del mondo alimentare
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Sono ormai un terzo dei consumi alimentari complessivi quelli fuori casa e per i quali si spende il 15% della spesa complessiva”. É indispensabile non abbassare la qualita offerta dai pubblici esercizi, per cui e’ necessario che il tema della ristorazione rientri a pieno titolo nell’agenda politica del Paese e dell’intera filiera agroalimentare.
Olio di semi di girasole contaminato proveniente dall’Ucraina, Ue prende misure precauzionali
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I quattro Paesi in cui è stato trovato il prodotto stanno prendendo le misure necessarie per rimuoverlo dal mercato
ha detto il portavoce aggiungendo che l’Ue ha detto che sta aspettando una risposta dalle autorità ucraine sulla vicenda. Dopo aver riscontrato una contaminazione (circa 7 g per kg) con olii minerali, la Commissione europea ha così raccomandato a tutti gli Stati membri dell’Ue di ritirare dal mercato tutti i prodotti alimentari contenenti piu’ del 10% di olio di semi di girasole prodotto in Ucraina, oltre a tutti gli olii di semi di girasole provenienti dall’Ucraina.
Pulizie di primavera…ecologiche!
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Tempo di rinnovamento, e quale occasione migliore per cambiare anche il nostro modo di fare le pulizie e ripensarlo, magari in maniera ecologica?