Scoperta una pianta del deserto che si auto-irriga

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I ricercatori del Dipartimento di Scienze biologiche presso l’Università di Haifa-Oranim sono riusciti a rilevare il primo sistema di “auto-irrigazione” del rabarbaro del deserto, che consente la raccolta di acqua di 16 volte maggiore di quella prevista in questa regione in base ai quantitativi di pioggia del deserto.

Questo è il primo esempio di un auto-irrigazione delle piante in tutto il mondo. Il rabarbaro cresce tra le montagne del deserto del Negev, Israele, dove la precipitazione media è particolarmente bassa (75 mm all’anno). A differenza della maggior parte delle altre specie di piante del deserto, che hanno foglie piccole in modo da ridurre al minimo la perdita di umidità, questa pianta ha foglie particolarmente grandi, con un diametro massimo di un metro. I professori Simcha Lev-Yadun, Gidi Ne’eman e Gadi Katzir si sono imbattuti in questa singolare pianta mentre studiavano la zona con i loro studenti.

Rendere verdi i deserti? Sarà possibile grazie al gesso

Un’area del tutto o quasi disabitata, in cui non piove quasi mai (meno di 250 mm all’anno), il terreno è arido e non coltivabile. È cosi che l’enciclopedia Wikipedia definisce il deserto. Definizione che in futuro potrebbe essere rivista, in positivo. Alcuni scienziati, infatti, hanno studiato un metodo per portare acqua ai deserti.

Non si tratta di imponenti e costosissime infrastrutture ma del gesso, un noto minerale roccioso presente abbondantemente nei deserti. Secondo gli ingegneri dell’Holland Innovation Team, guidati da Peter Van der Gaag, sarebbe possibile estrarre acqua dal gesso ed impiegarla per l’agricoltura, l’irrigazione e altre attività nelle zone desertiche.