Il giro del mondo in bicicletta ora si può. Vi “bastano” 381 giorni

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Il giro del mondo in 80 giorni Jules Verne ce lo descriveva in mongolfiera, in treno e a bordo di qualsiasi animale da soma si incontrasse sul proprio cammino. Nei tempi moderni il giro del mondo (ecologico) si fa…in bicicletta.

L’idea è venuta al biologo marino e consulente dei trasporti di Londra Ed Gillespie (35 anni) e alla sua fidanzata Fiona King (29), per dimostrare che per girare il mondo non c’è bisogno di inquinarlo. Il loro viaggio è durato qualcosa in più degli 80 giorni di Verne (381 giorni per l’esattezza), ma la loro scommessa era ben più importante di quella del protagonista della storia fantastica.
A spingere il biologo inglese è stata la frase di Confucio “un viaggio epico comincia con un singolo passo”, e così, con un passo dietro l’altro, i due fidanzati sono scesi in strada, hanno preso l’autobus numero 59 alla stazione di Waterloo, e hanno cominciato il loro percorso lungo 65 mila km.

Arrivano gli aerei semi-ecologici

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All’Mit di Boston stanno studiando l’aereo del futuro. Partendo dal presupposto che i velivoli moderni sono tra i mezzi più inquinanti della terra (i circa 20 milioni di voli commerciali annui producono il 10% dell’emissione di CO2 mondiale), si è pensato di ridurre la produzione di inquinamento in diversi modi.

Il nuovo modello “Sax 40”, figlio dell’”X-48B” sviluppato dalla Nasa per scopi militari, prevedrà una capienza molto superiore al normale. L’intento è di ridurre la quantità di aerei in circolazione, spalmando i passeggeri su aerei più grandi. La capienza attuale è di 555 passeggeri, che potrebbero diventare 853 con una diversa disposizione dei sedili (circa 300 in più del Boeing 747, l’attuale aereo più grande al mondo). Ma non è finita qui.

Berlusconi inquina: denuncia dei Verdi al leader del Pdl

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La campagna elettorale va avanti e tocca tutti, ma proprio tutti gli ambiti e gli argomenti.
Il dibattito sollevato dai Verdi d’altra parte non poteva che essere ecologico. Sotto accusa il cavaliere e i suoi 100 tir elettorali.
A detta di Carlo Monguzzi, consigliere regionale dei Verdi, i grossi veicoli mobilitati per la campagna elettorale di Berlusconi, emetteranno in tutto più di 500 tonnellate di gas serra.

Questa è stata la sdegnata risposta all’annuncio del leader del Pdl di far percorrere le strade d’Italia da oltre 100 dei suoi tir di propaganda.

Secondo Monguzzi la campagna elettorale di Berlusconi inquina, poichè i gas serra Co2 sono la principale causa dei cambiamenti climatici e dell’aria irrespirabile delle nostre città.
I Verdi non si sono certo limitati ad un calcolo approssimativo, suscettibile di rimostranze e peccante di incertezze, hanno bensì effettuato calcoli ben precisi, sulla base dei parametri dell’ Ecotransit, il sito su cui è possibile quantificare seguendo il sistema europeo, l’impronta ecologica degli spostamenti.

Il Teleriscaldamento si diffonde anche in Italia

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Finora abbiamo trattato in questo blog di energia fotovoltaica, di eolico e di nucleare pulito. Ora facciamo la conoscenza di un nuovo sistema di produzione energetica alternativa. E’ un sistema di cui se ne parla ancora poco, ma alcuni comuni italiani se ne sono già attrezzati. Stiamo parlando del “Teleriscaldamento“.

Questo nuovo metodo di produzione energetica prevede che, al livello comunale, venga costruito un impianto centralizzato il quale, attraverso tubature speciali, faccia passare acqua calda o energia elettrica direttamente nel sottosuolo, fino a farla arrivare nelle case. In senso pratico questo significherebbe un grosso risparmio energetico a livello individuale, in quanto arrivando già l’acqua calda, si risparmierebbe sulle caldaie, che producono una quantità molto elevata di CO2. Ma anche energia elettrica per i frigoriferi o gas che va ad alimentare i termosifoni.

Le conseguenze della deforestazione nell’isola di Sumatra

Secondo uno studio realizzato dal WWF in una delle province di Sumatra, esiste uno stretto rapporto tra il fenomeno della deforestazione, i cambiamenti climatici e l’estinzione di specie rare come la tigre di Sumatra.
Più di 4 milioni di ettari di foresta tropicale sono stati distrutti negli ultimi 25 anni, e i dati si riferiscono alla sola provincia di Riau!
Il nostro Paese è, purtroppo, uno tra i principali importatori di legname.

Il disboscamento provoca un’alta immissione di CO2 nell’atmosfera, con gravi conseguenze per il clima dovute all’effetto serra.
La distruzione delle foreste comporta la scomparsa degli habitat di alcuni animali, seriamente a rischio estinzione.
Riau ha perso il 65% del totale delle sue foreste e di conseguenza l’84% degli elefanti e il 70% delle tigri.
Attualmente a Riau ci sono soltanto 210 esemplari di elefanti e 192 tigri.