Sacchetti di plastica: divieto di circolazione in tutto il mondo

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I sacchetti di plastica sono i principali responsabili dei crescenti danni ambientali in tutti i Paesi della Terra .
La campagna per proibirne l’uso sta di conseguenza prendendo sempre più slancio un po’ ovunque. Vediamo come viene affrontato il problema da una parte all’altra del mondo.
Il Sud Africa, nel maggio 2003, ha vietato l’impiego dei sacchetti di plastica sottili. In Eritrea, Ruanda e Somalia sono stati banditi nel 2005. La Tanzania ha introdotto il divieto totale nel 2006, il Kenia e l’Uganda hanno messo fuori uso quelli sottili a metà del 2007.
Negli Stati Uniti, la città di San Francisco è stata la prima in assoluto a vietarne l’uso nei grandi supermercati e nelle farmacie nel marzo del 2007. Diversi mesi dopo, anche nel resto della California si approvarono leggi che obbligavano i grandi supermercati a riciclare le buste di plastica.

Cresce l’offerta sul mercato del lavoro verde: i migliori siti per trovare un ecolavoro

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I cambiamenti climatici e lo sviluppo di nuove tecnologie per sfruttare fonti di energia alternative sono il substrato su cui si svilluperà il mercato del lavoro nei prossimi anni. Questo sostengono molti economisti e ricercatori, che studiano il settore non solo dal punto di vista dell’impatto ambientale.

Alcuni esempi? In Brasile, per la produzione e la promozione dell’etanolo hanno trovato lavoro 500 mila persone circa; in Cina nel settore del riscaldamento tramite pannelli solari sono state impiegate circa 150 mila persone.Lo stesso sarebbe avvenuto in Spagna e Germania negli ultimi 3 anni.

La Cina inquina il mondo. Ecco come.

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A cosa servono i patti di Kyoto? E’ quello che sicuramente starà pensando Bush e tutto il suo entourage dopo la notizia sconvolgente degli scienziati della Nasa: la Cina sta inquinando gli Stati Uniti.
Negli anni scorsi gli Usa erano spesso duramente criticati dagli altri paesi sviluppati del mondo perchè non volevano attenersi ai parametri di diminuzione dell’inquinamento prodotto nel proprio paese. Dopo dure battaglie sia gli States che il Canada avevano cominciato ad adeguarsi, me la nube tossica rilevata dai satelliti sopra il loro continente non accennava a diminuire. Come mai?

La risposta l’hanno data al Goddart Space Flight Center a Greenbelt (Usa). I fisici americani, aiutati dal Modis (Moderate Resolution Imaging Spectroradiometer) che si trova sul satellite “Terra” hanno rilevato che circa un quarto dell’inquinamento prodotto in Cina si sposta, a causa dei venti, sui cieli americani. Risultato? Tutti gli sforzi fatti negli ultimi anni dal governo statunitense per ridurre l’inquinamento atmosferico sono stati vani.

Bici elettrica al posto dell’auto: i cinesi sembrano pensarla così

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Nelle nostre città l’uso della bicicletta è sicuramente limitato dalla pericolosità delle strade e dalle scarse piste ciclabili. Qualche avventuriero che ha scelto il mezzo a due ruote totalmente non inquinante, si trova a dover affrontare il rischio di essere investito dalle auto che poco considerano i ciclisti e provando a salvarsi la pelle, usando magari anche i marciapiedi, si ritrova a sua volta a rischiare di rendere pericolosa la passeggiata ai pedoni.

Solo recentemente la bici a pedali è stata sostituita da qualche bicicletta elettrica, ma qui in Italia anche se alcuni la trovano sicuramente comoda perché meno faticosa, i più, continuano a preferire il vecchio veicolo a due ruote spinto dalla forza umana.

Questa idea della bicicletta elettrica sembra invece essere stata presa molto sul serio in Cina.