La cocaina e le altre droghe sono responsabili non solo di un impatto sul fisico e la mente di chi le assume, ma anche di quello sul pianeta, in una forma che non è facile nemmeno da immaginare. Un esempio? Ogni volta che si parla di distruzione della foresta pluviale, non si deve dare la colpa solo alle coltivazioni inadatte o alla ricerca del legname, ma anche alla cocaina che, per alimentare un mercato sempre più in crescita, ha bisogno di allargare la sua produzione.
Pericoli
Lo scioglimento dei ghiacci altera la gravità terrestre
Il riscaldamento globale provoca enormi disastri: dall’innalzamento del livello dei mari alla siccità, dalla desertificazione al fenomeno dell'”ingrassamento” della Terra. Ora alcuni scienziati americani sostengono che possa persino modificare la gravità terrestre. La scoperta è venuta alla luce durante uno studio dello scioglimento dei ghiacciai nella Groenlandia e in Antartide.
Uccelli, in netto calo le specie “agricole”
Brutte notizie arrivano dalla LIPU sulla sopravvivenza delle specie agricole di uccelli, ovvero quelle che hanno il loro habitat o comunque frequentano e sono dunque strettamente legate agli ambienti agricoli. Negli ultimi 30 anni, infatti, il programma europeo di monitoraggio Pan-European Common Bird Monitoring Scheme ha rivelato un calo di oltre la metà di questi esemplari. Parliamo di specie come l’allodola, il fanello e lo strillozzo. Lo studio ha esaminato, prendendo a riferimento 25 Paesi UE, la situazione in cui versano 145 specie diffuse, dove con diffuse si intende quelle che non vivono concentrate in territori ben definiti nei confini ma in ordine e presenza sparsa.
Le 5 specie a rischio estinzione, ma che possiamo ancora salvare
Tigri, rinoceronti neri, e panda giganti attraggono l’attenzione degli ambientalisti e degli amanti della fauna selvatica perché sono ormai entrati nell’immaginario collettivo come degli stupendi animali che rischiamo di vedere sparire dalla faccia della Terra. Ed in effetti la loro popolazione mondiale si sta riducendo a poche migliaia di esemplari, in costante declino. Ma ci sono anche altre specie che rischiano di sparire per sempre, ma la cui vita potrebbe essere salvata con piccole attenzioni in più.
Inquinamento nel Mar Adriatico, a rischio i pesci
L’impatto dell’inquinamento sugli ecosistemi fa sentire la sua morsa in numerose aree del Pianeta con particolare veemenza ed effetti devastanti. Ci sono poi territori e acque particolarmente sensibili alle condizioni ambientali degradate e compromesse dalle attività dell’uomo, dalla sua impronta a dir poco pesante. Una di queste è senza dubbio il Mar Adriatico, un mare definito delicato sotto questo punto di vista dagli esperti che monitorizzano l’andamento della situazione alla ricerca di soluzioni adeguate a dare respiro a quello che è un bacino con un ricambio d’acqua limitato. Gli inquinanti stanno mettendo a rischio la fauna e la flora ittica, intossicate dalle sostanze nocive presenti in alte concentrazioni nell’acqua.
Earth Overshoot Day, da oggi si consumano più risorse di quante il mondo ne produce
Un primo allarme per il raggiungimento dell’Earth Overshoot Day (Eod) era stato dato nel mese di agosto, oggi 27 settembre il fatidico giorno è arrivato. I dati raccolti dal Global
Inquinamento, Malagrotta: dossier shock sulla discarica. Si accendono le proteste per Pizzo del Prete
Solfato, ferro, manganese, arsenico, cromo totale, nichel, alluminio, piombo benzene, p-xilene, cloruro di vinile, 1.4-diclorobenzene, tetracloritilene. Dalle analisi Arpa è stata riscontratanella maggior parte dei casi anche la presenza della sostanza N-butylbenzenesulfonamide indicata come possibile marker di contaminazione da discarica di rifiuti solidi urbani.
L’elenco delle sostanze tossiche e non certo biodegradabili registrate nella discarica di Malagrotta e nelle aree limitrofe a Valle Galeria è ben più lungo. Sono oltre 100 le pagine che compongono il dossier shock e, nonostante il proprietario dei terreni su cui sorge la discarica capitolina Manlio Cerrone, continui a ribadire che
La discarica non produce alcun inquinamento delle falde, né esalazioni dannose per la salute.
La situazione è ben diversa. Le falde risultano inquinate dai metalli pesanti, quali arsenico e ferro; il terreno è contaminato dal mercurio e dal N-butylbenzenesulfonamide, sostanza altamente cancerogena.
Milano smog, Arpa: “Mai così alto negli ultimi 5 anni”
La situazione smog a Milano non migliora neppure con le misure antismog messe in atto dalla precedente e dall’attuale amministrazione comunale. I 35 giorni bonus concessi dall’Unione europea per il superamento dei limiti di PM10 nell’aria sono stati doppiati dal 1 gennaio, ad oggi. Gli esperti rassicurano che la soglia limite di 50 microgrammi al metro cubo non è stata superata e che i valori sono dovuti alla riapertura delle attività commerciali e degli uffici dopo la pausa estiva, ma intanto l’aria che si respira è inquinata.
CO2: i virtuosi svedesi inquinano di più per emissioni pro-capite in Europa
Chi l’avrebbe mai detto, si prendono sempre i popoli nordici come esempi per l’ecologia, dallo stile di vita sostenibile al riciclaggio, fino ad altre dimostrazioni di civiltà che da noi sembrano impossibili. Eppure i bassi tassi di inquinamento sono dovuti anche al fatto che sono davvero pochi. Così se provassimo a prendere le emissioni delle automobili e le dividessimo per il numero dei cittadini, ci accorgeremmo che Svezia e Germania sono i due Paesi che inquinano più di tutti in Europa.
Specie a rischio estinzione: progetto italiano riabilita le zone umide
In Europa molte specie vegetali delle zone umide sono a rischio di estinzione. Per questo associazioni e studiosi tentano tutti i modi per salvarle. Un gruppo di lavoro italiano ha collaudato una tecnica che potrebbe rivelarsi un successo nella riabilitazione delle zone agricole a rischio. Le azioni di recupero effettuate fino a questo momento in Italia, con l’obiettivo di conservare una specie rare e minacciate di estinzione, finora hanno avuto successo.
Tre specie a rischio estinzione dalla lista rossa IUCN del 2011
Quello che vedete nella foto è il tarsio dell’isola di Siau (Tarsius Tumpara), in Indonesia, uno dei mammiferi presenti nella lista rossa del 2011 stilata dall’IUCN. Ormai si incontra in un’area davvero molto limitata e la sua popolazione, secondo le stime degli esperti, potrebbe essere calata di oltre l’80% negli ultimi anni. A metterlo a rischio principalmente due fattori: il primo, affatto trascurabile, è che rappresenta una fonte alimentare, viene mangiato per farla breve dalle popolazioni del luogo; il secondo è costituito dalla presenza di un vulcano molto attivo nell’area in cui vive, il Mt. Karengentang, vulcano che occupa, pensate un po’ dunque che impatto ha sulla sua sopravvivenza, oltre la metà del territorio abitato dal tarsio.
Ratti alieni distruggono biodiversità delle isole del Pacifico
Si parla tanto di alieni provenienti da pianeti lontani ma a conti fatti sulla terra ci son già altri tipi di alieni ben visibili ovvero le specie invasive, e l’Italia ne sa qualcosa vedi nuovi parassiti delle foreste o marziani del Mediterraneo. Ad introdurli in luoghi in cui non ci sono antagonisti biologici ed in cui dunque possono proliferare a dismisura, è sia l’uomo con lo spostamento di merci da un capo all’altro del mondo sia i cambiamenti climatici che creano condizioni ambientali favorevoli a specie prima inadatte al clima del luogo. In molte isole del Pacifico il problema principale è rappresentato dai ratti (rattus exulans) arrivati con le navi e che non hanno predatori e fanno razzia di uova di uccelli, minando la biodiversità nativa.
Londra 2012: una montagna di plastica sulle Olimpiadi più verdi della storia
L’obiettivo delle Olimpiadi di Londra 2012 è di realizzare i Giochi più sostenibili della storia. Ma gli organizzatori, come abbiamo visto a proposito di alcune scorie, stanno sbagliando diverse mosse. L’ultima, in ordine di tempo, è l’autorizzazione alla costruzione del più grande ristorante MacDonald al mondo che sarà aperto proprio accanto allo stadio principale. Avrà la dimensione di 3 campi da calcio e si prevede servirà oltre un milione di pasti al giorno. Ovviamente produrrà una quantità di plastica che definire impressionante è dire poco.
Ambiente, Moving Planet a Roma e Milano: “Mobilitiamoci per il Pianeta” il 24 settembre
L’appuntamento con il Moving Planet è tra due giorni, il 24 settembre 2011 nelle maggiori città del mondo: Londra, Parigi, Roma, Milano…in ogni luogo la mobilitazione per il Pianeta deve farsi sentire perché un mondo diverso è possibile. Sono trascorsi tre anni da quando Bill McKibben ha fondato l’associazione 350.org ed ora dopo aver mobilitato l’intero Pianeta ci si riunisce in tutte le piazze del mondo sabato per dire basta alle emissioni inquinanti e all’anidride carbonica.