Biogas e fotovoltaico: piano incentivante nella Regione Emilia-Romagna

Al fine di promuovere sul territorio la produzione di energia verde, la Regione Emilia-Romagna ha messo a punto un piano regionale grazie al quale, nell’arco di quattro anni, si punta ad incrementare la potenza installata sul territorio di ben 500 MW tra gli impianti di produzione di energia con il fotovoltaico, e quelli a biogas. A tal fine, nell’ambito del piano regionale per le agro energie, ci sono a disposizione fondi per complessivi 9 milioni di euro che andranno a finanziare tutta una serie di azioni a partire dal prossimo mese di aprile quando uscirà il Bando.

Le iniziative non sono solamente finalizzate alla concessione di contributi, ma anche a fornire servizi di consulenza, sportelli informativi online e, tra l’altro, anche attività di informazione destinate, per lo sviluppo del biogas e del fotovoltaico, agli imprenditori agricoli.

Auto più che ecologica, va a urina

La tecnologia e l’impegno delle imprese verso una mobilità sempre più sostenibile oggi sorpassano le frontiere dell’immaginazione e, dalla Germania, arriva un nuovo biocarburante per auto a base di urina.

Le vetture con tecnologia Selective Catalyst Reduction (SCR) sono alimentate da una miscela a base di urea che, iniettata nel catalizzatore, abbatte in modo drastico le emissioni inquinanti. L’additivo non è propriamente urina animale, ma il prodotto ottenuto per sintesi da vari gas naturali ha caratteristiche molto vicine a quelle della nostra pipì.

Biocarburante dalle alghe rosse

Alghe come biocarburante? L’ingegneria metabolica crede da tempo che si tratti di un’opzione più che valida. All’Università dell’Illinois la ricerca si sta concentrando nello specifico sull’alga rossa, come potenziale materia prima del biocarburante sostenibile del futuro. I ricercatori hanno sviluppo un ceppo di lievito che può abbreviare il processo di fermentazione del galattosio.

“Quando si pensa alle colture di biocarburanti, vengono immediatamente in mente il mais, il miscanto. Ma la scelta più ovvia è la biomassa marina”, ha spiegato Yong-Do Jin, assistente alla cattedra di genomica microbica dell’ateneo.

Circolo polare artico, cambiamenti significativi nella combustione della biomassa

Si è sempre creduto che i livelli di combustione di biomassa oggi siano più elevati che in passato. Tuttavia a rivelarne l’esatto contrario è stata una ricerca finanziata dall’Unione europea che ha preso in esame le carote di ghiaccio prelevate dal Circolo polare antartico. L’indagine ha mostrato che negli ultimi 650 anni si sono verificati significativi cambiamenti nell’area antartica che hanno interessato gli incendi sulle aree di intensa vegetazione.

La ricerca, i cui risultati sono stati pubblicati sul periodico Science, è stata in parte finanziata dal programma EUROCLIMATE, Climate variability and (past, present and future) carbon cycle, che a sua volta rientra nel programma EUROCORES della Fondazione europea della scienza. I ricercatori del Centre national de la ricerche scientifique in Francia e della Stony Brook University in USA, hanno rilevato monossido di carbonio (CO) nelle bolle d’aria intrappolate nel mare di ghiaccio dell’Antartide.

Biomasse vegetali: bilancio energetico Ue sotto gli obiettivi

Per il bilancio energetico nell’Unione Europea, a valere sul 2010, il contributo da biomasse dovrebbe essere dell’8% mentre invece attualmente la quota è al 4%. Questo è quanto riporta in una nota informativa l’Enea dove, tra l’altro, viene trattato proprio il tema della produzione di energia da biomasse vegetali anche nel nostro Paese, dove il contributo sul totale dei consumi di energia è pari ad appena il 2,7%.

A fronte di questa percentuale, tutt’altro che esaltante, dei recenti studi di fattibilità a cura della stessa Enea, ma anche della Coldiretti, rivelano per il nostro Paese come il settore agricolo, preso nelle e per le diverse filiere, potrebbe andare a coprire, sul fabbisogno energetico nazionale, una quota che potrebbe oscillare tra il 6% ed il 6,5%.

Piano energetico regionale: Piemonte punta sul biometano

Puntare sempre di più sul biometano e sullo sviluppo dell’intera filiera. Questo nel campo energetico è uno degli obiettivi che si è prefissa la Regione Piemonte al fine di andare a cambiare le abitudini e le impostazioni nel settore agricolo, ma anche nel campo dei carburanti per autotrazione con l’obiettivo di contribuire all’abbattimento del PM10.

In merito a questa opportunità, nella primavera del prossimo anno, avvalendosi della collaborazione di Enviroment Park, l’Amministrazione regionale ha già programmato ed organizzato un convegno sul biometano, mentre intanto di recente la direzione Commercio ha provveduto a promuovere uno studio di fattibilità per analizzare le potenzialità e le criticità.

Enel Green Power e Coldiretti insieme per i progetti agro-energetici

Al fine di valorizzare ed incentivare lo sviluppo di tecnologie nel campo dell’energia verde, l’Amministratore delegato e Direttore generale di Enel, Fulvio Conti, ed il Presidente della Coldiretti, Sergio Marini, hanno siglato un importante protocollo di intesa per i progetti agro-energetici nel campo delle biomasse solide di origine agricola e del biogas.

A darne notizia è stata l’Organizzazione degli agricoltori nel precisare che l’accordo prevede la realizzazione di una joint venture ad hoc tra la controllata di Enel, Enel Green Power, ed il CAI, Consorzi Agrari d’Italia, per lo sviluppo della filiera dell’agro-energia nel nostro Paese con il fine della produzione di energia elettrica pulita da fonte rinnovabile.

Etanolo, Al Gore fa un passo indietro: “l’ho promosso solo per un pugno di voti”

L’etanolo proveniente dal mais si è rivelato essere una cattiva idea. Si tratta di una delle tematiche ambientali più delicate, che ha spaccato in due il mondo degli ecologisti. L’etanolo è una fonte di carburante incredibilmente inefficiente, consuma tonnellate di acqua per produrre una modesta quantità di energia. Inoltre la sua produzione ha come diretta conseguenza un incremento della deforestazione, andando anche a discapito delle colture alimentari in tutto il mondo.

Tuttavia i produttori di etanolo negli Stati Uniti ed in molte altre parti del mondo continuano ad ottenere finanziamenti (8 miliardi di dollari solo negli Usa) perché considerati industria pulita. A mettere la parola fine al dibattito ci prova Al Gore, uno dei primi sostenitori dell’etanolo, il quale ha pubblicamente ammesso di aver fatto un errore nella promozione di tale prodotto, che ha avuto come conseguenza proprio lo stanziamento dei fondi.

Fonti rinnovabili: biocarburanti, progetto nella Regione Piemonte

Nella Regione Piemonte l’Amministrazione vuole sempre di più incentivare la ricerca nel settore delle fonti rinnovabili, e per questo, con tre milioni di euro di stanziamenti, ha deciso di finanziare un progetto, denominato “Profer”, di una società del Gruppo Mossi&Ghisolfi di Tortona, precisamente la Chemtex Italia srl, sui biocarburanti.

Le risorse assegnate rientrano nell’ambito di un progetto di investimento che, nell’arco dei prossimi due anni e mezzo, con risorse per complessivi 12 milioni di euro, punta a individuare un microrganismo che, per quel che riguarda la produzione da biomassa di bioetanolo, garantisca per la fermentazione delle condizioni ottimali tali da poter competere ancor di più con i combustibili fossili.

Fonti rinnovabili: Biomass, Progetto per le biomasse agricole e forestali

Si chiama “Biomass“, ed è un Progetto che punta alla promozione delle biomasse agricole e forestali come fonti per la produzione di energia rinnovabile. A sostegno di tale progetto sono stati programmati, in Provincia di Nuoro, degli eventi nelle giornate del 7-8 ottobre 2010 al fine di andare, tra l’altro, a verificare quali siano le opportunità che offrono in effetti le biomasse agricole e forestali nella valorizzazione e nella tutela delle risorse naturali, nella riduzione delle emissioni inquinanti, nel risparmio energetico e nella diminuzione dell’utilizzo delle fonti energetiche tradizionali, ovverosia i combustibili fossili.

La provincia di Nuoro, assieme a quelle di Pisa, Grosseto, e Massa Carrara, è partner di “Biomass” che è un progetto che è promosso dalla Provincia di Lucca, in partnership anche con l’Odarc, l’Office du Développement Agricole et Rural della Corsica, e con la Regione Liguria, nell’ambito del Programma di Cooperazione Transfrontaliera Italia-Francia Maritimo; “Biomass” gode del finanziamento del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale.

Chiquita avvia impianto energetico dagli scarti delle banane

La compagnia bananiera più famosa al mondo, la Chiquita, ha inaugurato il suo impianto di produzione energetica a biomassa in Costa Rica. Si tratta di un generatore energetico completamente pulito dato che produrrà elettricità dagli scarti della frutta trattata, e sarà autosufficiente, cioè per funzionare non avrà bisogno di energia proveniente da fonti esterne.

L’impianto, alla cui inaugurazione ha partecipato anche Laura Chinchilla, Presidente della Repubblica costaricana, si chiama in gergo tecnico biodigestore, e prevede il recupero di tutti gli scarti della lavorazione della frutta, poi trasferiti  in un macchinario che li trasforma in elettricità, senza l’emissione di un solo grammo di gas serra.

Biomasse e biogas: energia alternativa con gli scarti della vinificazione

In futuro gli scarti della vinificazione si potranno utilizzare nel settore energetico come biomassa, per la produzione del biogas, oppure per andare ad alimentare gli impianti che producono energia. A metterlo in evidenza è stata la Confagricoltura nel sottolineare in particolare come, a differenza di quanto si possa pensare, dall’uva a conti fatti non si butti via proprio  nulla.

Le fecce del vino e le vinacce, infatti, non devono essere più visti come dei rifiuti che bisogna andare a smaltire, con tutti i problemi che ne conseguono, ma come dei veri e propri sottoprodotti del processo di vinificazione che sono ancora buoni per essere riciclati e riutilizzati in maniera conveniente da ogni punto di vista.

Fonti rinnovabili: nuove risorse per le PMI del Mezzogiorno

Nelle Regioni del Mezzogiorno, grazie a stanziamenti per complessivi 162 milioni di euro, le piccole e medie imprese potranno effettuare investimenti nel campo della produzione di energia da fonti rinnovabili, ed in particolare nelle attività di realizzazione di dispositivi e nuovi “macchinari” verdi, così come con le risorse, tra l’altro, potranno essere finanziati gli investimenti per la realizzazione di impianti a biomassa.

A darne notizia è stato il Ministero dello Sviluppo Economico dopo che, in accordo con quanto reso noto dal presidente del Comitato di Gestione del Fondo, Claudia Bugno, è stato dato il via libera alle disponibilità, pari come accennato a ben 162 milioni di euro, a favore delle PMI del Mezzogiorno.

Biodiesel, scoperta nuova fonte: il burro da cucina

La ricerca di nuove materie prime per la produzione di carburante biodiesel ha portato gli scienziati ad un prodotto di facile accesso in tutte le case, e di conseguenza a basso costo: il burro. In un nuovo studio pubblicato su ACS, il bi-settimanale del Journal of Agricultural and Food Chemistry, si segnala che il burro potrebbe essere utilizzato come materia prima eco-compatibile, o materia grezza, per produrre del gasolio pulito.

Michael Haas e colleghi citano l’aumento della domanda globale di biodiesel, e il desiderio di espandere la base delle materie prime, come fattori motivanti per le loro ricerche. I soli Stati Uniti si sono così impegnati a produrre 36 miliardi di galloni (136 miliardi di litri) di biocarburanti entro il 2022, un incremento significativo rispetto al livello attuale di produzione annuale di circa 11 miliardi di galloni (o circa 41 miliardi di litri). La maggior parte di questi è etanolo. Anche la produzione di biodiesel, ormai vicina al miliardo di galloni ogni anno negli Stati Uniti, è previsto che aumenti.