Con la Direttiva UE 2024/3019 l’Unione europea ridefinisce gli standard del servizio di depurazione, introduce il trattamento quaternario per rimuovere i microinquinanti e fissa al 2045 l’obiettivo di neutralità energetica per gli impianti sopra i 10.000 abitanti equivalenti. Per l’Italia, ancora alle prese con quattro procedure di infrazione sulla direttiva del 1991, il passaggio è particolarmente impegnativo.
Il 12 dicembre 2024 è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea la Direttiva (UE) 2024/3019 del Parlamento europeo e del Consiglio, che riscrive la disciplina del trattamento delle acque reflue urbane e sostituirà, dal 1° agosto 2027, la storica Direttiva 91/271/CEE. Il provvedimento, in vigore dal 1° gennaio 2025, dovrà essere recepito dagli Stati membri entro il 31 luglio 2027. Il testo, articolato in 35 articoli e 8 allegati, fa parte dello Zero Pollution Action Plan del Green Deal europeo e ridefinisce in modo sostanziale obblighi, scadenze e modello di finanziamento del servizio di depurazione.
